Biografia di Rabindranath Tagore

Biografia di Rabindranath Tagore: cerchi informazioni sul tuo poeta / scrittore preferito? In questa pagina trovi vita, opere, poesie e componimenti letterari

Biografia di Rabindranath Tagore
Biografia di Rabindranath Tagore. Rabindranath Tagore, noto anche come Gurudev, è stato un famoso poeta, drammaturgo, scrittore e filosofo bengalese. È nato il 7 maggio 1861 a Calcutta e vi è deceduto il 7 agosto 1941.

Biografia di Rabindranath Tagore

Rabindranath Tagore, noto come Gurudev, è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e filosofo bengalese. È nato il 7 maggio 1861 a Calcutta, all’interno della storica residenza di famiglia a Jorasanko. La sua famiglia apparteneva a un’alta aristocrazia che ha svolto un ruolo significativo nella vita culturale, artistica, religiosa e politica del Bengala. Rabindranath Tagore stesso ha condiviso i suoi ricordi attraverso diverse opere, tra cui “Ricordi” pubblicato in due volumi nel 1917 e “Oltre il ricordo” del 1917. Ci sono anche altre fonti biografiche, come “A quel tempo“, tradotto da una pubblicazione francese nel 1964.

Inoltre, sono disponibili biografie in lingua italiana scritte da autori come Odette Aslan e Marino Rigon, che offrono ulteriori approfondimenti sulla vita, il pensiero e le opere di Rabindranath Tagore.

La famiglia di Rabindranath Tagore era composta da figure di grande rilievo. Il nonno, Dwarkanath (1794 – 1846), noto come “Il Principe“, era un influente uomo d’affari con stretti legami con la Compagnia delle Indie. Aveva investimenti in vari settori, tra cui trasporti, esportazioni, assicurazioni, banche, miniere di carbone, indaco e agenzie immobiliari. Insieme all’amico Raja Ramohan Roy, aveva fondato il Brahmo Samaj, una chiesa teista in India. Fu uno dei primi indiani ad essere onorato nelle corti inglesi, dove visitò nel 1842 e fu ricevuto dalla regina Vittoria.

Il padre di Rabindranath, Debendranath (1817 – 1905), soprannominato “Il Maharsi” (il saggio), era un filosofo indù e riformatore religioso attivo nel Brahmo Samaj, movimento religioso fondato nel 1848. Nonostante questo impegno, mantenne i suoi interessi globali e gestì le proprietà di famiglia, che includevano residenze in diversi distretti del Bengala e la tenuta di Santiniketan vicino a Bolpur nel distretto di Birbhum.

Rabindranath era il più giovane di quattordici fratelli, molti dei quali divennero figure importanti nell’ambito artistico e culturale. Non seguì una formazione scolastica regolare, ma fu istruito dal padre. All’età di 11 anni, nel 1873, compì il suo primo viaggio fuori da Calcutta, visitando luoghi come Amritsar, Santiniketan e Dalhousie nelle regioni dell’Himalaya. Nel 1874, sua madre morì e lui andò a vivere con il fratello maggiore Dwijendranath (1840–1926), poeta, musicista e filosofo, e sua moglie Kadambari (1858 – 1884). Iniziò a pubblicare le sue prime composizioni poetiche e drammi su riviste letterarie, tra cui il poema “Il lamento della natura“.

Nel 1878, a soli 14 anni, intraprese il suo primo viaggio in Inghilterra, dove rimase per 17 mesi. Henry Morley fu uno dei suoi insegnanti, guidandolo nello studio di letteratura e musica. Al suo ritorno in India, Rabindranath compose un dramma musicale intitolato “Il genio di Valmiki” e “I canti della sera“.

Nel 1883, a 19 anni, sposò Mrinalini Devi (1874–1902), una bambina di 10 anni, scelta dalla famiglia. Andò a vivere con la moglie a Ghazipur. Dal loro matrimonio nacquero 5 figli. Nel 1890 compì il suo secondo viaggio in Europa, visitando non solo l’Inghilterra ma anche l’Italia e la Francia. Al suo ritorno, pubblicò numerose nuove opere, tra cui “Il diario di un viaggiatore in Europa“, “Sonar Tarj La barca d’oro“, “Chitra“, i drammi “Fiume” e “Maledizione dell’addio“. Si impegnò attivamente nel movimento nazionale e divenne presidente della Conferenza Provinciale del Bengala. Dal 1897 al 1899, pubblicò 5 nuove raccolte di poesie: “Kanika“, “Katha“, “Kahini“, “Kaipana“, “Kashanika“. Successivamente decise di ritirarsi dalla vita pubblica di Calcutta e di trasferirsi a Santiniketan, una tenuta di famiglia e luogo di ritiro spirituale. Qui fondò una scuola basata su principi pedagogici ispirati agli antichi ideali indiani.

Rabindranath Tagore ha vissuto periodi di profondo dolore negli anni seguenti. Nel 1902 ha perso sua moglie, nel 1904 sua figlia e nel 1907 il figlio più giovane. Queste tragedie hanno segnato profondamente il poeta, che ha riversato il suo stato d’animo nelle composizioni come “Luna crescente“, “Soron“, “Nashta Nir Il nido distrutto“, e “Chokher Bali Pugno nell’occhio“. Tra il 1907 e il 1910 ha scritto 157 poesie raccolte in “Gitanjali“.

Nel 1912 ha intrapreso il suo terzo viaggio in Europa. Il grande poeta irlandese William Butler Yeats, ammirando l’opera di Tagore, ha scritto la prefazione dell’edizione inglese di “Gitanjali” (Canti d’offerta). Nel 1913 ha pubblicato “The Gardner“, “The crescent moon” e “Sadhana“.

Il mondo occidentale ha riconosciuto il suo talento premiandolo con il Nobel per la letteratura nel 1913, per la profonda sensibilità e la bellezza dei suoi versi che, con maestria, hanno integrato il suo pensiero poetico nella letteratura occidentale usando un linguaggio proprio. È stato il primo non occidentale a ricevere questo riconoscimento. Nello stesso anno, l’Università di Calcutta gli ha conferito la laurea honoris causa.

Tornato in India nel 1914, ha pubblicato le 47 liriche di “Balaka“. La prima guerra mondiale lo ha sconvolto profondamente. Durante questo periodo ha conosciuto Gandhi, appena tornato in India dal Sud Africa. Nel 1916 è stato invitato a tenere una serie di conferenze negli Stati Uniti e in Giappone.

La lotta per l’indipendenza dell’India ha segnato il suo impegno. Sebbene nel 1915 avesse ricevuto l’onorificenza di cavaliere della corona inglese da Giorgio V, nel 1919, quando le truppe del generale Reginald Dyer hanno sparato su una folla di manifestanti nel Punjab ad Amritsar, causando un terribile massacro noto come Jalianwalla Bagh, Tagore ha scritto una lettera di indignazione al viceré dell’India Lord Chelmsford e ha rinunciato all’onorificenza.

Nel 1921 ha realizzato il progetto di trasformare la scuola di Santiniketan in un’università internazionale, la Vishva Bharati University, devolvendo i proventi del premio Nobel e i diritti d’autore dei suoi libri. Ha viaggiato in tutto il mondo per raccogliere fondi per l’università, visitando Malesia, Cina, Giappone nel 1924 e poi Argentina, Italia nel 1927. Le sue conferenze tenute in Inghilterra nel 1928 sono diventate un libro intitolato “The religion of Man La religione dell’uomo“.

Dall’anno 1928 fino alla sua morte, Tagore si è dedicato alle arti figurative, producendo circa 2400 opere tra disegni e dipinti. Molti dei suoi lavori sono stati esposti negli Stati Uniti e in Europa. A Roma, nel 2012, la Galleria Nazionale di Arte Moderna ha organizzato una mostra intitolata “The Last Harvest – Una mostra internazionale di dipinti di Rabindranath Tagore“.

Il pensiero di Tagore

Partendo dalla bellezza della natura, Tagore arriva a credere in un’entità unica, l’Assoluto, che si manifesta nell’immensità del cielo, nella varietà della natura e nella profondità della coscienza, concetto riflesso anche negli insegnamenti degli Upanishad, testi filosofico-religiosi. La visione cosmica di Tagore si muove tra il panteismo e il teismo, caratteristica tipica della tradizione indiana, in una ricerca appassionata di Dio e nell’accettazione della vita in tutte le sue sfumature.

La natura colpisce sempre Tagore, sia quando si presenta serena o nell’attesa del monsone, sia quando è turbata dalle nuvole cariche di pioggia, tanto che scrive: “geme la foresta / e trema il fiore” (Gitanjali, 35). Il Sole, per il poeta, diventa l’immagine stessa del potere cosmico: “Al Sole / generatore del mondo, / nella cui gloriosa luce / l’uomo primieramente vide la verace forma di Dio“.

Per Tagore, ogni creatura ha valore in quanto tale, senza distinzioni ingiuste di casta o classe sociale. Ne è esempio l’amicizia tra Mini, una bambina bengalese, e un rude afghano, che vede in lei la sua lontana figlia, un racconto che nel volume “Il malefizio delle pietre” assume un valore morale universale.

Il nonno di Tagore, principe Dvarkanath, insieme a Rammohan Roy, fondò nel 1828 il Brahmo Samaj, un movimento teistico ispirato da idee cristiane e islamiche. Il padre del poeta fu uno dei leader di questo movimento, il quale influenzò profondamente il pensiero di Tagore. Il poeta dimostrò una grande sensibilità verso gli emarginati, vedendo in loro la presenza divina: “dove sta il più disprezzabile di tutti, / il più povero dei poveri / Tu regni” (Gitanjali 107).

Il testo e la musica dell’inno nazionale dell’India, chiamato Jana Gana Mana, sono stati creati da Tagore. Questo testo è la prima delle cinque strofe di un poema di Tagore chiamato “Bhārat Bhāgya Vidhātā” (Dispenser of the destiny of India), scritto in bengalese. È stato adottato, tradotto in hindi, dall’Assemblea Costituente Indiana il 24 gennaio 1950.

I primi dieci versi della sua canzone Amar Shonar Bangla, scritta tra il 1905 e il 1906, sono diventati l’inno nazionale del Bangladesh nel 1972.

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