Filastrocca: Biancaneve e i sette nani

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Questa è la storia di una bimba bella
che non aveva nemmeno una sorella.
Viveva col papà in un castello
vicino al bosco, al prato e al ruscello.
La sua matrigna certo non l’ amava
e giù nelle cantine lei andava:
domandava allo specchio delle brame
chi era la più bella del reame.
Un dì questo risponde: “Biancaneve”.
Feroce è la sua reazione. E in breve
ordina al suo fidato cacciatore
di ucciderla e di portarle il cuore.
Il cacciator però non è cattivo
le propone un destino alternativo:
“Corri via, scappa via, così domani
sana e salva sarai dai sette nani”.
“Povera me, la strada non conosco”
dice la bimba; e gli animai del bosco
l’ accompagnano fino a una radura
che c’è in mezzo a quella selva oscura.
E lì c’è una casetta piccolina
dov’ entra infine la principessina.
C’ era uno sporco che ti raccomando,
ma lei si mette a pulire cantando.
Dopo su un mini letto si addormenta:
sogna il suo amore beata e contenta.
E giunge l’ ora poi del desinare:
tornarono i nani ormai dal lavorare
Trovan la casa linda ed abbellita
Ma chissà? chi mai l’ avrà pulita.
“Sarà venuto qui a caval di un drago
un fantasma, una strega oppure un mago!
Poveri noi: dobbiamo stare all’ erta.
Mandiamo Cucciolo in avanscoperta”.
Guardingo sale il nano su di sopra
ma siccome ha paura che si scopra
nel suo lettino un mostro micidiale
cade, come un salame, dalle scale.
Si sveglia Biancaneve pel trambusto
e sorride lieta al momento giusto.
In breve sono tutti conquistati
dal dolce sorriso e dagli occhi fatati.
Capiscono che è meglio di un tesoro
avere Biancaneve in casa loro.
Tutte le cose in allegria fanno,
come se fosse sempre un compleanno.
La sorte però non sempre è benigna:
ché un giorno la perfida matrigna
scende nelle segrete del castello
per chiedere se ancora era il più bello
il suo superbo e tracotante aspetto,
più d’ogn’ altra cosa amato e diletto
“Guarda che Biancaneve è ancora viva”
questa risposta dallo specchio arriva.
La perfida regina questa volta
vuole Biancaneve morta e sepolta:
avvelena una bella mela rossa
che la bimbarifiutare non possa.
Vanno i nani a lavorar ad uno ad uno
“Mi raccomando non entri nessuno”
Ma anche loro certo non lo sanno
che le streghe agiscon con l’ inganno.
Giunge infatti alla casa una vecchietta
che si scusa che è stanca, poveretta,
entra e si siede su una seggiolina
e offre la mela alla principessina.
La poverina ha dato appena un morso,
prima che i nani arrivino in soccorso,
che cade in un gran sonno come morta.
Sul tavolo rimane lì la torta.
Scappa la strega, fa uno scivolone
e infine cade in fondo ad un burrone.
Ma Biancaneve è proprio addormentata
perché ha mangiato la mela stregata.
Piangono i nani, piangon gli animali:
al buon Dotto si bagnano gli occhiali.
Ma ecco che alla bara di cristallo
giunge il principe, sul bianco cavallo,
che dopo averla sì a lungo cercata
se la ritrova bella e addormentata.
Lui se la bacia, anche se sembra morta:
lei apre gli occhi, si alza: è risorta!
Che grande gioia per l’ avvenimento:
finalmente anche Brontolo è contento.
abbraccian Biancaneve tutti e sette:
di baciarla nessun di loro smette.
Infine lieta sul cavallo sale,
va col suo amore al castello reale
dove vivrà felice, ti sussurro,
in armonia con il principe azzurro.