Acchito o Acchitto?

Acchito o Acchitto? Ecco uno degli errori più frequenti che si possono commettere nella lingua italiana

Acchito o Acchitto
Qui di seguito trovi la soluzione ad uno degli errori più diffusi della lingua italiana: Acchito o Acchitto

Qual è il modo corretto?

La forma corretta è “acchito”

La corretta forma di questa parola è “acchito”. Sebbene sia utilizzata meno frequentemente oggi, è un termine legato al concetto di gioco e di movimento vincente in alcuni contesti. In particolare, la sua radice è associata al gioco della sponda, una pratica comune in alcune regioni del Sud Italia.

Il gioco dell’acchito coinvolge il lancio di monete o tappi di bottiglia verso un muro, cercando di farli rimanere incollati il più possibile al muro stesso. Il vincitore è colui che, dopo il contatto, riesce a mantenere la propria moneta più vicino al muro. È un passatempo popolare che può portare soddisfazione, nonostante coinvolga oggetti di scarso valore.

Questo termine, tuttavia, ha anche un collegamento con una forma più aristocratica di gioco, il biliardo. Nel linguaggio del biliardo, “acchito” indica la posizione iniziale della biglia prima di iniziare il gioco. La parola sembra derivare dal francese “acquit”, che significa “scaricare” o “rimuovere”, associato al gesto di preparare la biglia prima del tiro. Questa influenza linguistica potrebbe essersi diffusa durante le crociate e le interazioni tra le truppe francesi e le popolazioni locali.

L’uso di “d’acchito” o “a primo acchito” può essere tradotto come “mossa vincente” o “subito”. Inoltre, l’Accademia della Crusca specifica che il termine francese “acquit” non solo indica la posizione iniziale della biglia ma anche il movimento con cui, all’inizio del gioco, un giocatore fa rimbalzare la propria biglia o il pallino contro la sponda opposta.

Sebbene sia un termine meno comune, alcuni dizionari riconoscono ancora “acchito” come corretto, sebbene dialettale o popolare. La sua presenza è stata anche confermata da alcuni personaggi storici, incluso l’abate Francois d’Alberti Villaneuve, che lo ha riportato in un dizionario franco-italiano. In sostanza, sebbene sia meno utilizzato oggi, “acchito” ha radici storiche e legami con antichi giochi e pratiche.

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