Poesia di Hafez – Avrò mai le tue labbra

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«Avrò mai le tue labbra, avrò mai la tua bocca?» gli dissi.
«Che t’obbediscano vuoi, senza battere ciglio?» rispose.
«Le tue labbra», dissi, «richiedono tutto il tributo d’Egitto!»
«È questo uno scambio», rispose, «in cui non è perdita alcuna».
«Qualcuno mai», dissi, «raggiunse codesta tua bocca minuta?»
«È cosa nota», rispose, «soltanto a chi sa di minuzie».
«Non farti»,dissi, «idolatra, tu invoca piuttosto l’Eterno!»
«Là dov’è amore», rispose, «si compiono entrambe le cose»
«Spira un’aura, in taverna, che strappa via al cuore la pena».
«Beati quelli», rispose, «che rendono un cuore felice!»
«Vino e tonaca», dissi, «non sono un’usanza virtuosa».
«Fanno parte», rispose, «del culto del Vecchio dei magi».
«Ma quale», dissi, «vantaggio al Maestro, da labbra sì dolci?»
«Con i baci soavi», rispose, «lo rendono giovane sempre!»
«Quando», dissi, «il signore raggiunge la stanza nuziale?»
«Solo quando», rispose, «la luna sarà insieme a Giove congiunta».
«Fortuna», dissi, «invocargli, ecco l’unico ufficio di questo poeta!»
«È un’invocazione», rispose, «che cantano gli angeli in cielo!»