Poesia di Hafez – Per anni chiedeva a noi il cuore la coppa di Jam

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Per anni chiedeva a noi il cuore la coppa di Jam,
e quanto già aveva implorava da mano straniera:
la perla che è fuori la vuota conchiglia del cosmo,
la cercava tra gente che aveva smarrito la strada del mare.
Al Vecchio dei magi portavo iersera il mio assillo,
a lui che con forza di sguardo sapeva risolver gli enigmi.
Lo vidi lieto e sereno, una coppa di vino nel palmo:
in quello specchio scorgeva miriadi di forme diverse.
«Quando fu che ti diede il Sapiente», gli chiesi, «la coppa che vede nel cosmo?»
«Nel giorno che fece», rispose, «la cupola azzurra di smalto».
«L’antico sodale», poi disse, «per cui s’erigeva superba la forca,
ebbe solo la colpa d’avere svelato gli arcani.
Ma se ci concede una grazia lo Spirito Santo ed ancora ci assiste,
sapranno altri compiere ancora i prodigi del Cristo».
Chiesi: «E i ricci degli idoli, quelle catene, a che pro?»
«Ma non era il poeta», rispose, «a lagnarsi del cuore suo folle?»