Poesia di Robert Frost – La riparazione del muro

Torna alla biografia di Robert Frost

Qualcosa c’è che non sopporta un muro,
e sotto vi incunea le zolle rigonfie di gelo,
e al sole fa cadere le pietre più alte,
e apre brecce per dove anche in due ci si passa.
Altri sono i danni dei cacciatori :
ci sono stato attento e ho riparato
là dove non avevano lasciato
pietra su pietra; ma erano decisi
a stanare la lepre per dar soddisfazione
ai cani che guaìvano s. No, voglio dire le brecce
che nessuno ha visto o udito fare,
ma a primavera si trovano da riparare.
Avverto il mio vicino di là dal colle
e un giorno ci vediamo per percorrere
il confine e fra noi rifare il muro.
Fra noi teniamo il muro mentre andiamo,
ciascuno con le pietre che sono cadute nel suo.
E alcune son come pani e alcune così tonde
che per farIe star su ripetiamo scongiuri.
«Rimani dove sei finché non ci voltiamo! »
A maneggiarle ci roviniamo le dita.
Oh, è solo un’altra specie di giuoco all’ariaperta,
uno per parte. O ben poco di più:
là dove è il muro un muro non ci serve:
lui è tutto pineta, ed io un frutteto di meli.
I miei alberi mai sconfineranno
per mangiar le sue pigne, glielo dico.
Ma lui: «Buoni confini fanno buoni. vicini ».
Che seccatura per me la primavera, cerco
di farglielo capire: «Ma perché
fanno buoni vicini? Forse dove
stanno le mucche: ma qui non ce ne sono.
Prima di fare un muro dovrei chiedermi
quello che intendo riparare o escludere,
e a chi potrei recare danno.
Qualcosa c’è che non sopporta un muro,
che lo vuole abbattuto ». Potrei dirgli «gli Elfi »,
ma di elfi proprio non si tratta, e poi
preferirei che fosse lui a dirlo. Eccolo
là che porta una pietra saldamente
stretta in ciascuna mano, come un bruto
dell’età della pietra armato. Si muove,
ai miei occhi, in un buio che non è
di boscaglia soltanto o di ombra d’alberi.
Non andrà oltre il detto di suo padre,
lieto d’averlo ripescato e.- ancora.
«buoni confini – dire – buoni vicini ».