Poesia di Sylvia Plath – Lettera di novembre

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Amore, il mondo
all’impovviso cambia, cambia colore. La luce
del lampione alle nove di mattina si sfrangia
oltre i baccelli coda-di-topo del laburno.
È l’Artico
questo piccolo cerchio
nero, con le erbe bronzee e di seta – capelli di bimbo.
Nell’aria c’è un verde,
tenero, incantevole.
Con amore mi protegge.
Mi son fatta calda e rossa.
Mi viene da pensarmi enorme,
sono stupidamente felice,
ho gli stivali di gomma
che sciabordano qua e là nel rosso bellissimo.
Questa, la mia proprietà.
Due volte al giorno
la percorro, fiutando
l’agrifoglio barbaro con i suoi ricami
verdeazzurri, ferro puro,
e il muro di cadaveri antichi.
Li amo.
Li amo come storia.
Indorano le mele,
pensa –
i miei settanta alberi
reggono i loro globi rosso oro
nella broda mortifera spessa e grigia,
le loro foglie d’oro metallo
a mi lionate con il fiato sospeso.
Oh amore, amore intatto.
Nessuno oltre a me
cammina su questo bagnato che arriva alla vita.
Ori insostituibili
fanno sangue e s’abbrunano, bocche delle Termopili.