Biografia di Li Bai (Li Po)

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Biografia di Li Bai (Li Po)
Biografia di Li Bai (Li Po). Li Bai, noto anche come Li Po, è stato un famoso poeta cinese della Dinastia Tang, vissuto dal 701 al 762. È considerato uno dei più grandi poeti nella storia della letteratura cinese, insieme a Du Fu e Bai Juyi.

Il suo nome “Li Po” deriva dalla pronuncia cinese “Li Bo“, utilizzata per onorare la sua grandezza. Ha scritto circa 1.100 poesie, alcune delle quali sono di attribuzione incerta. Tra queste, 34 sono state incluse nell’antologia “Trecento poesie Tang“, compilata nel 1763.

Le sue opere furono tradotte in Europa a partire dal 1862, suscitando grande interesse. Li Bai è noto per le immagini suggestive e l’originalità delle sue poesie, che riflettono una natura contemplativa influenzata dal taoismo. Ha saputo coniugare espressione emotiva, immaginazione e rigore formale, influenzando poeti e letterati nei secoli successivi.

Le tematiche principali delle sue poesie includono l’importanza dell’amicizia, la solitudine, la distanza dalla vita mondana, la consapevolezza del tempo che scorre e il piacere derivante dalla contemplazione della natura. Li Bai trascorse gran parte della sua vita viaggiando e fu noto per la sua passione per l’alcol. Una leggenda narra che morì annegato nel fiume Chang Jiang mentre ubriaco tentava di afferrare la luna riflessa nell’acqua. Una sua rappresentazione si trova nell’opera Wu Shuang Pu di Jin Guliang.

Biografia di Li Bai (Li Po)

Li Po, nato forse a Suiye, vicino alla moderna Tokmak in Kirghizistan, era il figlio di un ricco mercante, e la sua famiglia si trasferì a Jiangyou, vicino all’attuale Chengdu, quando lui aveva solo 5 anni. La sua origine esatta è oggetto di dibattito, ma si crede che fosse discendente di una famiglia turchizzata di origine cinese.

Nonostante fosse riconosciuto come un genio poetico e fosse anche abile nel calligrafare, dipingere e suonare musica, Li Po decise di non sostenere gli esami imperiali di ispirazione confuciana, che avrebbero potuto aprirgli le porte dell’amministrazione imperiale. Questa scelta potrebbe essere stata influenzata dalla sua inclinazione verso il pensiero taoista, che promuoveva la libertà dalle responsabilità sociali in favore di una vita più spontanea e piena. La sua simpatia per il taoismo emerge nei suoi scritti contro la guerra e nel suo amore per gli umili e le donne.

A partire dai 25 anni, iniziò a viaggiare e a diffondere la sua fama. Nel 742, venne presentato alla corte imperiale e ottenne l’apprezzamento dell’imperatore Xuan Zong al punto da diventare membro dell’Accademia Hanlin. Tuttavia, questa posizione durò meno di due anni per ragioni sconosciute. Successivamente, riprese a viaggiare e fu in questo periodo che conobbe i poeta Du Fu nel 744 e nel 745. Da questi incontri nacquero 12 poesie di Du Fu e una di Li Po.

Durante la Ribellione di An Lushan, Li Po fu coinvolto nel tradimento del fratello dell’imperatore che aveva sostenuto le truppe ribelli. La sconfitta delle forze ribelli lo portò all’esilio temporaneo a Yelang.

Li Po morì a Dangtu nella provincia del Anhui nel 762. Ci sono diverse versioni sulla sua morte, tra cui l’ipotesi che sia avvenuta a casa del copista delle sue opere Li Yangbing, oppure a causa di intossicazione da mercurio di preparati alchemici taoisti, cirrosi epatica o persino annegamento dopo essere caduto da una barca nel tentativo di abbracciare il riflesso della Luna. La leggenda più diffusa, tuttavia, narra che poche settimane prima della sua morte, aveva scritto la celebre poesia “Bevendo da solo, sotto la luna“.

Metrica

Durante l’epoca di Li Po, il genere poetico predominante era conosciuto come “stile moderno” (jin ti), che comprendeva poesie scritte in versi regolari (lü shi). Questi versi consistevano in 8 righe, ognuna contenente 5 o 7 sillabe.

La lunghezza poteva anche essere un multiplo di otto versi, rientrando quindi nel genere “pai lü“, o “versi in fila“.

Oltre alla rima, era fondamentale bilanciare i toni fonetici delle sillabe. Questi toni venivano categorizzati come toni “ping” (tono piano) se il suono aveva il primo o secondo tono, e toni “ze” (tono flesso) se aveva il terzo o quarto tono. L’alternanza tra toni ping e ze seguiva una serie di parametri standard. Inoltre, i quattro versi centrali dovevano essere strutturalmente paralleli, mentre il significato poteva essere parallelo o antitetico.

Il “verso monco” (jue ju) era una forma poetica più breve rispetto ai versi regolari (lü shi): consisteva in quattro versi, ognuno contenente cinque sillabe. Di questo genere, ci sono pervenute circa 160 composizioni di Li Po. In Giappone, questo stile ha poi dato origine all’haiku.

Oltre ai tipi metrici conosciuti come stile moderno (jin ti), si è sviluppato uno stile antico (gu feng) che ha raggiunto la sua piena maturità solo verso la fine della dinastia Tang.

Li Po è stato un pioniere appassionato di questo stile antico, noto così perché si ispirava al genere yue fu dell’era Han. Questo genere prendeva il nome dal Ministero della musica della dinastia Han, incaricato di raccogliere le canzoni contadine e le ballate popolari: nel tempo, le melodie sono andate perdute, ma i testi sono rimasti. I yue fu dell’epoca Tang presentavano versi di cinque o sette sillabe, senza restrizioni tonali, con rime tra i versi dispari (anche se la rima poteva variare durante la poesia). Queste poesie si basavano su melodie provenienti dall’Asia centrale (sogdiane, persiane, turche e mongole) di cui si conoscono più di 800 titoli per altrettante melodie. La lunghezza di queste poesie era aperta e variabile. Li Po si è sentito attratto da questo genere poetico, che gli ha permesso di esprimere al meglio i suoi sentimenti di spontaneità taoista, libertà e armonia con la natura.

Le sue poesie erano spesso ispirate a momenti della vita quotidiana: l’addio a un amico, un brindisi alla luce della luna, momenti di solitudine in luoghi remoti, nostalgia della terra natia, visite a eremiti (anche se spesso mancava lo scopo desiderato, non trovando l’eremita nel suo rifugio).

Influenze

Gustav Mahler si ispirò a 4 scritti di Li Po per la creazione del suo “Das Lied von der Erde“, presi dall’antologia tedesca Die chinesische Flöte tradotta da Hans Bethge, basata su una traduzione francese.

Nel mondo anglosassone, Li Po ottenne notorietà grazie all’antologia Cathay di Ezra Pound, che improvvisò una traduzione dal cinese classico. Sebbene le opere fossero già state tradotte in lingue europee, Pound, influenzato dalle teorie di Ernest Fenollosa, ritenne essenziale che ogni logogramma esprimesse anche i pittogrammi in esso contenuti (nel radicale o nella parte fonetica), anche se il carattere era puramente fonetico o grammaticale. Questo approccio potrebbe essere paragonato a tradurre una lingua in caratteri latini, assegnando a ogni lettera del nostro alfabeto il suo originario valore semantico e pittografico (come ad esempio, la testa di un bue per la lettera A). Questo metodo portava inevitabilmente a significati alterati e a una confusione gestibile solo tagliando e saltando arbitrariamente i caratteri che non si adattavano alla “traduzione“. Se la sinologia non accolse questo metodo di comprensione e traduzione del testo, il mondo poetico lo apprezzò come una sorta di collage culturale creato da Pound.

Nel breve romanzo di Hermann Hesse, “L’ultima estate di Klingsor“, il protagonista si identifica come un alter ego del poeta cinese.

Li Po è menzionato nel romanzo Ehi Prof! di Frank McCourt, durante il dialogo tra il protagonista e la studentessa di origine cinese Nancy Chu.

Il poeta e scrittore americano Charles Bukowski ha raccontato in alcuni suoi racconti quanto ammirasse Li Po, soprattutto per le storie riguardanti la sua propensione all’ebbrezza e il suo abitudinario gesto di comporre poesie per poi “liberarle” gettandole in un fiume o bruciandole.

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